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Stretta sulle trivelle offshore, l'ultima mossa di Biden

www.agi.it 06-01-2025 01:33 3 Minuti
AGI - Il divieto alle trivellazioni offshore in un'immensa area di acque costiere negli Stati Uniti è l'ultima di una serie di azioni di politica climatica intraprese all'ultimo minuto dall'amministrazione Biden, poche settimane prima dell'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Ed è significativa in quanto l'ex tycoon, in campagna elettorale, si è impegnato invece a "liberare" la produzione nazionale di combustibili fossili nel tentativo di abbassare i costi del gas, nonostante gli Stati Uniti abbiano già registrato tassi di estrazione record. L'azione esecutiva di Biden vieta in sostanza la concessione di nuovi giacimenti di petrolio e gas in 625 milioni di acri (253 milioni di ettari) di oceano statunitense. Il divieto impedisce alle compagnie petrolifere di concedere il leasing per nuove trivellazioni lungo l'intera costa orientale, il Golfo del Messico orientale, le coste di Washington, Oregon e California e porzioni del Mare di Bering settentrionale dell'Alaska. Lo stesso presidente ha spiegato che la sua decisione "riflette ciò che le comunità costiere, le imprese e i frequentatori delle spiagge sanno da tempo: le trivellazioni al largo di queste coste potrebbero causare danni irreversibili a luoghi a noi cari e non sono necessarie per soddisfare il fabbisogno energetico della nostra nazione. Non possiamo - ha aggiunto - correre rischi". Secondo gli operatori, il nuovo divieto non ha una data di scadenza e potrebbe essere difficile annullarlo: Biden infatti ha agito in base all'Outer Continental Shelf Lands Act del 1953, che consente ai presidenti di ritirare le aree dal leasing minerario e dalle trivellazioni. La legge, secondo una sentenza del 2019, non concede ai presidenti l'autorità legale di annullare i divieti precedenti. D'altro canto proprio Trump - nonostante sia a favore di una maggiore esplorazione di petrolio e gas e abbia ripetutamente utilizzato la sua frase "Drill, baby, drill" durante la campagna elettorale - è ricorso a questa legge per proteggere le acque al largo della Florida nel 2020. Tale divieto sarebbe dovuto scadere nel 2032 e ora con questa decisione, Biden proteggerà la stessa area senza alcuna data di scadenza. Diverse le reazioni alla decisione di Biden. Mike Sommers, presidente dell'American Petroleum Institute, è del parere che tale decisione di Biden danneggerebbe la sicurezza energetica americana e dovrebbe essere annullata dal Congresso. Secondo altri esperti, sarà compito della Corte Suprema prendere questa decisione. "Esortiamo i politici - è stato il suo appello - a utilizzare ogni strumento a loro disposizione per invertire questa decisione politicamente motivata e ripristinare un approccio energetico pro-americano al leasing federale". Fortemente critico anche Ron Neal, presidente del Comitato Offshore dell'Independent Petroleum Association of America: "La decisione del Presidente Biden è significativa e catastrofica - ha dichiarato - e rappresenta un grave attacco all'industria del petrolio e del gas naturale". Nei giorni scorsi, quando erano filtrate indiscrezioni secondo cui Biden si sarebbe mosso in questa direzione, l'addetta stampa di Trump Karoline Leavitt l'aveva definita "una decisione vergognosa", ""progettata per vendicarsi politicamente del popolo americano che ha dato al Presidente Trump il mandato di aumentare le trivellazioni e abbassare i prezzi del gas". Favorevoli, invece, come previsto i gruppi ambientalisti. Secondo gli analisti interpellati dalla CNN, la mossa di Biden non farà molta differenza nella produzione di petrolio degli Stati Uniti. Non è "particolarmente consequenziale per l'esplorazione e la produzione statunitense in futuro", ha spiegato Tom Kloza, responsabile globale dell'analisi energetica presso l'Oil Price Information Service. Kloza ha osservato inoltre che ci sono molti impianti offshore che pompano petrolio nel Golfo del Messico e ha aggiunto che i progetti offshore richiedono in genere 6-8 anni per entrare in funzione. "Non vedo alcun impatto reale sull'offerta, sulle esportazioni e sulle importazioni degli Stati Uniti", ha concluso Kloza.

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