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Stellantis: Mirafiori rimarrà la casa della 500

www.agi.it 31-12-2024 11:49 1 Minuti
AGI - "Ci lasciamo alle spalle un 2024 difficile per l'automotive a livello globale ma, anche ricco di successi per noi in Europa, Sud America e Medio Oriente & Africa dove abbiamo conservato la leadership nei nostri mercati domestici". Cosi' Olivier Francois, CEO di FIAT e Chief Marketing Officer Globale di Stellantis, in occasione del lancio del video di Fiat per celebrare l'arrivo del nuovo anno che verrà trasmesso questa sera sulle principali reti televisive nazionali, accompagnato dalle note di "Sogna ragazzo sogna". "Ora però guardiamo al nuovo anno che sarà pieno di novità e di conferme - sottolinea -: la 500 Ibrida torna a Mirafiori, dove realizzeremo anche nuove batterie per rendere la 500e più accessibile. Mirafiori rimarrà la casa della 500, infatti è proprio li' che nel 2030 inizierà la produzione della nuova 500 elettrica". E, a proposito di conferme, "la produzione dell'iconica Panda - aggiunge - continuerà a Pomigliano d'Arco fino al 2030, quando passerà il testimone alla nuova Pandina. Mentre nel plant di Atessa continuerà la produzione del nostro best seller il Ducato, ora anche in versione full-electric. Dopo 125 anni, abbiamo ancora il coraggio di sognare in grande e continuiamo ad amare profondamente il nostro Paese, dove abbiamo radici solide e con cui condividiamo i valori che ci hanno reso famosi in tutto il mondo". Francois conclude: "E il 2025 inizierà proprio con un modello di rilevanza globale, il primo di una nuova famiglia, la Grande Panda!".

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AGI - Il divieto alle trivellazioni offshore in un'immensa area di acque costiere negli Stati Uniti è l'ultima di una serie di azioni di politica climatica intraprese all'ultimo minuto dall'amministrazione Biden, poche settimane prima dell'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Ed è significativa in quanto l'ex tycoon, in campagna elettorale, si è impegnato invece a "liberare" la produzione nazionale di combustibili fossili nel tentativo di abbassare i costi del gas, nonostante gli Stati Uniti abbiano già registrato tassi di estrazione record. L'azione esecutiva di Biden vieta in sostanza la concessione di nuovi giacimenti di petrolio e gas in 625 milioni di acri (253 milioni di ettari) di oceano statunitense. Il divieto impedisce alle compagnie petrolifere di concedere il leasing per nuove trivellazioni lungo l'intera costa orientale, il Golfo del Messico orientale, le coste di Washington, Oregon e California e porzioni del Mare di Bering settentrionale dell'Alaska. Lo stesso presidente ha spiegato che la sua decisione "riflette ciò che le comunità costiere, le imprese e i frequentatori delle spiagge sanno da tempo: le trivellazioni al largo di queste coste potrebbero causare danni irreversibili a luoghi a noi cari e non sono necessarie per soddisfare il fabbisogno energetico della nostra nazione. Non possiamo - ha aggiunto - correre rischi". Secondo gli operatori, il nuovo divieto non ha una data di scadenza e potrebbe essere difficile annullarlo: Biden infatti ha agito in base all'Outer Continental Shelf Lands Act del 1953, che consente ai presidenti di ritirare le aree dal leasing minerario e dalle trivellazioni. La legge, secondo una sentenza del 2019, non concede ai presidenti l'autorità legale di annullare i divieti precedenti. D'altro canto proprio Trump - nonostante sia a favore di una maggiore esplorazione di petrolio e gas e abbia ripetutamente utilizzato la sua frase "Drill, baby, drill" durante la campagna elettorale - è ricorso a questa legge per proteggere le acque al largo della Florida nel 2020. Tale divieto sarebbe dovuto scadere nel 2032 e ora con questa decisione, Biden proteggerà la stessa area senza alcuna data di scadenza. Diverse le reazioni alla decisione di Biden. Mike Sommers, presidente dell'American Petroleum Institute, è del parere che tale decisione di Biden danneggerebbe la sicurezza energetica americana e dovrebbe essere annullata dal Congresso. Secondo altri esperti, sarà compito della Corte Suprema prendere questa decisione. "Esortiamo i politici - è stato il suo appello - a utilizzare ogni strumento a loro disposizione per invertire questa decisione politicamente motivata e ripristinare un approccio energetico pro-americano al leasing federale". Fortemente critico anche Ron Neal, presidente del Comitato Offshore dell'Independent Petroleum Association of America: "La decisione del Presidente Biden è significativa e catastrofica - ha dichiarato - e rappresenta un grave attacco all'industria del petrolio e del gas naturale". Nei gio...

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